Eurostat: 8,7 milioni le persone occupate nel settore cultura nel 2017

Eurostat: 8,7 milioni le persone occupate nel settore cultura nel 2017

Eurostat ha fornito e resi pubblici i dati relativi alle persone impiegate nel settore cultura nell’Unione Europea nel 2017.

Parliamo complessivamente di circa 8,7 milioni di persone impiegati in un settore culturale o con una occupazione culturale, ovvero il 3,8% del numero totale di persone occupate.

Per quanto riguarda i settori economici, l’occupazione culturale riguarda attività quali: “attività creative, artistiche e di intrattenimento”, “biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali”, “pubblicazione di libri, periodici e altre attività editoriali”, “stampa” “attività di programmazione e trasmissione”, “produzione di programmi cinematografici, di video e di programmi televisivi, di registrazione sonora e di editoria musicale” o “attività di progettazione specializzate”.

Per quanto riguarda le occupazioni, i lavori culturali comprendono professioni come scrittori, architetti, musicisti, giornalisti, attori, ballerini, bibliotecari, lavoratori artigianali o grafici.

Facendo un confronto tra il 2012 e il 2017 si evidenzia un piccolo ma costante aumento del numero di persone che lavorano nella cultura. Nel 2017 ci sono stati 544.000 (+ 6,7%) di posti di lavoro culturali nell’UE rispetto al 2012, con un tasso di crescita medio annuo del + 1,3%. Tuttavia, nessun aumento è stato osservato in termini relativi. Nel 2017 il rapporto culturale è rimasto allo stesso livello del 2012: il 3,8% dell’occupazione totale. Ciò significa che l’occupazione culturale è cresciuta allo stesso ritmo dell’occupazione totale.

Nei singoli paesi, la percentuale di persone impiegate in cultura nel 2017 varia dall’1,6% in Romania a oltre il 5% in Estonia. I paesi dell’EFTA (Islanda, Svizzera e Norvegia) presentano tutti percentuali superiori alla media UE, mentre i paesi candidati (Montenegro, Macedonia e Turchia) quote inferiori alla media UE.

L’Italia si colloca al di sotto della media europea, con il 3,6 per cento dei lavoratori impiegati nel settore della cultura. Un dato in lieve aumento rispetto al 2016 (3,4 per cento), superiore alla Francia (al 3,5 per cento) ma inferiore rispetto alla Germania (al 4 per cento).

Infine, in linea con il trend europeo anche per l’Italia la percentuale di lavoratori autonomi nell’occupazione culturale risulta essere il doppio di quella osservata nell’occupazione totale.

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